venerdì , 12 Agosto 2022
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Pistacchi: Proprietà e valori nutrizionali

Bowl with pistachios on a wooden table

Oggi parleremo di un alimento che ultimamente va molto di moda, tanto che la sua richiesta ha avuto un incremento spasmodico. Sulla pizza, negli hamburger ma anche nella pasta e nei dolci, il pistacchio si trova ormai quasi ovunque diventando un alimento alla base della dieta di molte persone.
In effetti negli ultimi anni c’è stata un’esplosione di richiesta della frutta secca in generale, ormai nota per le sue proprietà nutritive e, possiamo affermare, che il pistacchio ha seguito questo trend grazie non solo alle sostanze benefiche in esso contenuto ma anche per il tanto gusto che accompagna.
C’è da dire che tra tutta la frutta secca è forse il più calorico, se pensiamo che 100 grammi di pistacchi contengono 560 calorie ma attenzione: questo non vuol dire che se siamo a dieta dobbiamo necessariamente evitarlo e bandirlo dalle nostre tavole. Come tutta la frutta secca, infatti, il pistacchio è ricco di fibre, motivo per il quale regola la regolarità del nostro intestino. Gli esperti consigliano il consumo di 20 25 pistacchi al giorno poichè in questa quantità rappresentano un alimento salutare per il nostro organismo. Se ne sconsiglia il consumo agli obesi e agli ipertesi qualora preferissimo quelli salati.

La pianta dei pistacchi oggi viene coltivata soprattutto in Medio Oriente, Tunisia, Cina e California ma anche nel nostro Paese. Si trovano le maggiori coltivazioni di pistacchi soprattutto in Sicilia, in cui è possibile trovare una qualità molto rinomata e conosciuta in tutto il mondo: famosi sono i pistacchi di Bronte in cui ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta. I pistacchi di questa terra sono di colore verde intenso, la forma allungata e il sapore molto forte.
Furono gli arabi intorno al decimo secolo ad incrementare la coltivazione di pistacchi alle pendici dell’Etna, proprio dove il terreno veniva concimato dalle ceneri del vulcano.
Ma i pistacchi arrivarono anche a Roma nel II secolo d.C.. Il governatore della Siria lo introdusse nella coltivazione tanto che ritroviamo il pistacchio nel ricettariopiù famoso dell’epoca romana scritto da Marco Gavino Apicio. Intanto Pompeo Crasso ne introdusse la coltivazione anche in Spagna.

I pistacchi non sono altro che semi oleosi contenuti nel frutto del pistacchio, ossia un albero appartenente alla famiglia Pistacia Vera.

I pistacchi sono ricchi di sali minerali, come fosforo, potassio e magnesio ma troviamo anche molte vitamine come la vitamina E, C e B.
Sono composti per il 45% da grassi, per il 27% da carboidrati e per il 20% da proteine. Inoltre, come accennato in precedente, sono ricchi di fibre.

Grazie alle vitamine contenute in essi, i pistacchi svolgono azioni antinfiammatorie, prevenendo infiammazioni e invecchiamento.

Energia 24441kJ / 589kcal
Grassi 46g
di cui grassi saturi 5,7g
di cui monoinsaturi 24g
di cui acidi grassi polinsaturi 13g
Carboidrati 18g
di cui zuccheri 7,7g
Fibre 10,3g
Proteine 21g
Sale 0,0g
Vitamina E 2,2mg
Vitamina K 13,2mcg
Tiamina (B1) 0,7mg
Vitamina B6 1,1mg
Acido folico (B9) 51,0mcg
Potassio 1007mg
Fosforo 469mg
Magnesio 109mg
Ferro 4,0mg
Zinco 2,3mg

I pistacchi non contengono colesterolo, anzi contrastano l’ipercolesterolemia e la trigliceridemia; non contengono lattosio, glutine e sono poveri di istamina. Ciò che non dobbiamo dimenticare è che, assieme alle altre qualità di frutta secca, hanno un alto potenziale di scatenare reazioni allergiche.
Aiutano a normalizzare la pressione arteriosa e ostacolano il diabete mellito tipo 2.

Prima abbiamo parlato delle fibre alimentari contenute nei pistacchi. Le fibre sono necessarie al nostro organismo e non solo per regolare il transito intestinale.
Le fibre, infatti, aumentano la sensazione di sazietà, equilibrano sia i picchi glicemici che i sali biliari.
Inoltre ostacolano la stitichezza e ci aiutano a liberarci dalle tossine.
Le fibre ci aiutano anche a contrastare emorroidi, ragadi e diverticolosi, sebbene tempo fa si pensava fosse il contrario. Si associava l’infiammazione dei diverticoli proprio al consumo di frutta secca. Dai recenti studi è emerso che la comparsa di diverticoli è dovuta soprattutto ad una dieta povera di fibre e quando è presente una compromissione della flora batterica.

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